domenica 13 dicembre 2009

Forza SCF!

about_a_boy_movieCos'è questa SCF e perché auspico che raggiunga i suoi obiettivi? Si tratta della Società Consortile Fonografici, una organizzazione di recente rilancio che cerca di raggranellare da ogni parte i diritti che spettano agli editori di musica, quindi anche alle cosiddette "case discografiche".

Un po' come il protagonista del famoso romanzo di Nick Hornby, About A Boy (Un ragazzo) che viveva dei diritti lasciati dal padre per una canzone natalizia ("La super-slitta di Babbo Natale") vanno da ogni soggetto che incautamente fa ascoltare in un luogo pubblico contenuti musicali per i quali valgono i diritti (praticamente tutti) e cerca di farsi pagare quanto previsto dalla legge (del 1941). Compito un poco ingrato se l'incauto diffusore è un negozio che tiene la radio accesa su una emittente musicale (praticamente tutte) o un ristorante che trasmette la solita musica di sottofondo. Che cercherà di resistere a quello che giudica un sopruso, facendo notare che già le case discografiche si fanno pagare dalle suddette stazioni radio i diritti per la diffusione (non siamo più negli anni '70 delle "radio libere").

Ma interessante prospettiva per i pochi (o forse molti) nostalgici del silenzio al ristorante, quella piacevole situazione che consente, ad esempio, di scambiare qualche parola con i tuoi vicini di tavolo o addirittura di discutere piacevolmente a turno anche in una tavolata di 8 o 10 persone (oltre questo limite, come noto, non si deve andare, come insegnava la duchessa di Windsor, e bisogna passare alla cena a buffet). Sempre che anche gli altri avventori usino il sistema di parlare a turno e non uno sull'altro come ad Anno zero o Ballarò, e che i tavoli non siano accostati a pochi centimetri uno dall'altro, come avviene comunemente in Italia.

Invece di solito al vocio degli altri tavoli (che altri preferiscono chiamare direttamente "caciara") si aggiunge la musica di sottofondo, a volte abbastanza alta da impedire di scambiare quelle frasi che vorremmo dire in una cenetta a due, ma altrettanto fastidiosa se diffusa a volume basso. Nella musica che si usa di solito, tipica "muzak" commerciale a volte con pretese di "longue music", è sempre presente un accompagnamento sintetico di basso e batteria, che alla fine è l'unica cosa che si percepisce. Una specie di fastidioso battito, un "unz-unz" attenuato del quale ci liberiamo quando, finalmente, usciamo dal ristorante alla moda.

string-quartet-groupEppure in fondo la musica da tavola ha origini nobili. Era la "tafelmusik" per la quale Telemann aveva composto nel '700 libri e libri di musica destinata ad accompagnare le cene reali e dei nobili. Anni fa in un soggiorno (purtroppo breve) in una eccellente struttura alberghiera in Sardegna ho sperimentato di persona che effettivamente può essere piacevole gustare una ricca colazione all'aperto accompagnata da un quartetto d'archi composto da quattro aggraziate musiciste giapponesi impegnate a proporre musica del settecento dal vivo. Peccato che i lontani detriti di queste belle abitudini pre-rivoluzione francese siano diventate questi tristi e invasivi sottofondi musicali che ci tormentano ovunque.

Appunto la scommessa di SCF è di far cessare tutto questo. Immagino che il mio barbiere una volta che gli arriverà la lettera di SCF che gli chiede di pagare per la diffusione nel negozio della musica in heavy rotation di RDS, dopo le contumelie di rito, si precipiterà a spegnere tutto e a smontare anche gli altoparlanti per maggiore sicurezza. E così faranno tutti gli altri, spero. Liberandoci da queste abitudini degradate e dimostrando nel contempo alle case discografiche che il diritto d'autore come concepito nell'800 è forse da rivedere.

Ma le radio massificate tipo RDS (4 successi di oggi, 3 spot, 4 successi del passato, cioè di 10-20 anni fa, 3 spot, 1 giornale radio in pillole e cosi via all'infinito, ripetendo a intervalli regolari le stesse canzoni, una pratica che è chiamata appunto heavy rotation) non sono neanche il peggio. Con un po' di allenamento si riesce ad astrarsi.

Il peggio sono le radio con i DJ che intrattengono gli ascoltatori, stile radio DJ giù giù sino a Radio Globo di Roma. Ieri per il rito dello shopping natalizio sono andato in un grande supermarket dell'elettronica, catena Euronics, ed era incredibilmente presente di persona proprio un DJ di Radio Globo che faceva il programma in diretta. Programma che veniva diffuso da qualche centinaio di altoparlanti nel grande ambiente (una specie di enorme hangar) stracolmo di oggetti di elettronica e per la casa e di romani intenti a spendere per rispettare la tradizione del Natale. Il volume era ovviamente altissimo, era più o meno come fare acquisti dentro ad un locale di musica techno. Era difficile persino parlare con il cassiere (eppure il dialogo in questi casi non è particolarmente ricco di sfumature).

A parte che a me, che ho abbreviato la permanenza al minimo indispensabile creando un danno economico ad Euronics (e un risparmio inatteso per me, anche se temo temporaneo) questo ambiente inospitale al massimo grado, che raggiungeva l'apoteosi nel settore televisori a schermo piatto (una parete intera grande come quella di un cinema con lo schermo gigante, totalmente tappezzata di video LCD e plasma) con la cacofonia dell'audio di 1000 televisori che si mischiava alla musica commerciale di Radio Globo, apparentemente non dava fastidio a nessuno. Eppure sono convinto che se avessi dato retta al mio istinto, e avessi staccato la presa di corrente del mixer di quell'infausto DJ , un enorme sospiro di sollievo si sarebbe sollevato all'unisono nell'immenso hangar. Spero arrivi anche a Euronics, e presto, la bolletta di SCF.

(Il quartetto d'archi del quale è stata presa l'immagine  è il quartetto Intermezzo, inglese, il loro sito è http://www.intermezzostringquartet.co.uk/)
 

venerdì 4 dicembre 2009

Non capisco

Non capisco perché i magistrati siano così preoccupati. D'ufficio e per legge viene tolto loro fino al 40% del lavoro, senza che lo abbiano chiesto e ne abbiano alcuna responsabilità, e potranno dedicarsi solo ai nuovi processi.

alice and the queenNon capisco perché invece non siano affatto preoccupati gli elettori del centro destra, all'epoca, nel lontano 2006, così indignati per l'indulto, alla notizia che gli imputati dell'1% dei processi almeno sarà libero alla data di pubblicazione della nuova legge sul "processo breve". Non so se è vero che saranno l'1% o se saranno di più, ma essendo i processi pendenti oltre 3 milioni e 300 mila, gli imputati che beneficeranno di questa inattesa amnistia e torneranno liberi da ogni pendenza saranno come minimo 33 mila, che non mi sembrano poi così pochi.


Non capisco perché sarebbe una così grande emergenza la durata troppo estesa dei processi, se poi quelli in corso che sarebbero interessati dal provvedimento sarebbero solo l'1% del totale.

Non capisco perché la Lega e i suoi elettori dovrebbero essere soddisfatti del fatto che è escluso il reato di immigrazione clandestina: è un reato introdotto qualche mese fa e quindi evidentemente i processi non possono essere ancora andati in prescrizione.

Non capisco perché si fanno leggi retroattive come se fosse una cosa normale e nessuno fa obiezioni su questo. Dalle mie rudimentali cognizioni di diritto sapevo che le leggi retroattive non si devono fare, è come cambiare le regole del gioco mentre si gioca.

Non capisco perché la opposizione al provvedimento sembra essere pregiudiziale e assoluta. Se non fosse retroattiva sarebbe una delle tante leggi a tutela dei diritti dei cittadini. Come si mette (o si dovrebbe mettere) un termine massimo per altre pratiche in carico alla pubblica amministrazione, come l'approvazione di un progetto edilizio, così si da' un termine anche per la "pratica" più importante che può coinvolgere un cittadino.

Non capisco perché provvedimenti come questi di tutela del cittadino siano in Italia proposti dalla destra e non dalla sinistra, come nel resto del mondo, e perché invece la sinistra sembri invece essere dalla parte dello stato contro il cittadino, anche quando lo stato è palesemente inefficiente e non è in grado di arrivare a un giudizio definitivo in un processo neanche in sei lunghi anni.

Non capisco perché pare che nessuno faccia chiarezza sui numeri e dica in modo semplice che esistono tre numeri per valutare l'impatto dei provvedimenti: a) la percentuale di processi che andrebbero oltre i termini il giorno di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, per effetto della retroattività della legge (il numero di Alfano), b) il numero stimato di processi che andrebbero in prescrizione dopo l'approvazione della legge, perché il tempo rimanente non sarebbe sufficiente, nelle sedi giudiziarie meno efficienti o con meno personale (il numero dell'ANM), c) il numero stimato medio di processi che andrebbero in prescrizione dopo l'approvazione della legge, perché il tempo rimanente non sarebbe sufficiente, considerando tutte le sedi (il numero del CSM).

Non capisco perché la durata dei processi sia dipendente, secondo l'associazione dei magistrati, solo dalla carenza di risorse o dalla complessità delle leggi, visto che appunto, come certificato dal CSM, ci sono sedi che non hanno arretrati o quasi e altre che ne hanno molti, e sono sedi di dimensioni e geografia variabili.