sabato 20 febbraio 2010

Ci risiamo con le auto blu

E' passato meno di un anno dall'ultimo lancio su questo argomento (un tormentone della informazione italiana e, secondo me, un interessante indicatore di come si diffondano le notizie senza controllarle e di come si dia una immagine distorta della realtà, sia chiaro che sul fatto che le auto di servizio debbano diminuire o magari sparire sono d'accordo) ed ecco, su Repubblica di oggi, l'ennesimo articolo sulle 600 mila ed oltre auto blu in Italia. Almeno, l'ultimo lancio era in agosto (quando bisogna riempire in qualche modo i giornali) ora invece, probabilmente, nasce dalla esigenza di rilanciare l'impeto moralista nei lettori del quotidiano, impegnato nella campagna anti-Bertolaso.

La fonte è sempre la stessa, l'Associazione dei Contribuenti italiani, che diffonde ad intervalli regolari questo studio. I numeri sono sempre un po' ballerini, ora le auto blu sarebbero 626.760 unità, nell'articolo di Repubblica e nello studio si dice che questo corrisponde ad una crescita del 3,1 % rispetto al dato precedente di 607.918 (non è precisato risalente a quando, sul sito dell'associazione c'è solo questo scarno comunicato), mentre nell'ultimo articolo in agosto scorso si diceva che erano 624.330. Ma non è il caso di fare troppo conto su questi numeri precisi sino all'ultima macchina, nello stesso articolo di Repubblica si afferma che "neanche il Ministero dell'economia sa davvero dove siano queste macchine". Quindi non si parla di dati certi ma di stime fatte da questa associazione.

L'equivoco, come sempre in Italia, è sul nome. Auto blu, sarebbe una macchina con autista, anzi con due autisti, solitamente; quelle che dovrebbero essere riservate a ministri, sottosegretari, direttori generali e presidenti di enti e così via. Facendo due conti 600 mila sarebbero un po' troppe. I dipendenti pubblici sono circa 3 milioni e mezzo, 1 milione sono gli insegnati (l'auto blu non ce l'hanno, di questo siamo sicuri), tutti gli altri sarebbero o alla guida di un'auto blu oppure seduti sui posti posteriori. Mi sembra improbabile.


Leggendo Repubblica si trova però un altro dato, la scomposizione per ministeri, e si vede che sono riportati i numeri separati delle auto in uso esclusivo (quindi assegnate ad un alto dirigente, con autista) e quelle in uso non esclusivo. Al Ministero dell'economia per esempio sono 25 quelle in uso esclusivo, e 460 quelle in uso non esclusivo. Il tutto è ricavato non dalla suddetta associazione dei contribuenti (che credo si limiti a fornire il numero totale non si sa come ricavato, vedi i precedenti post sul tema) ma da uno studio del 2007, che penso sia quello fatto dall'allora ministro Santagata, secondo il quale le auto blu vere e proprie erano però 30 mila. Insomma, anche se nell'articolo si continua a fare (volutamente?) confusione scrivendo frasi come "una situazione così grave come quella delle vetture con autista sparse come semi al vento nella pubblica amministrazione meriterebbe - almeno - un provvedimento ad hoc ..", e nelle foto si vedono autisti che aprono lo sportello a donne manager e auto di rappresentanza di tutto il mondo, abbiamo capito che stiamo giocando con le parole e coi numeri.

Vettura con autista? Vediamo i dati del Ministero della giustizia: 712 in uso esclusivo, 3.697 in uso non esclusivo, delle quali 2.370 per trasporto detenuti. Vero, in un certo senso i detenuti quando si muovono da una parte all'altra si spostano con l'autista, però solitamente sono ammanettati o chiusi a chiave dentro la loro "auto blu".

4 commenti:

  1. Oggi la stessa bufala e' in prima pagina de "Il Giornale". Quando la pubblico' Repubblica scrissi a Borgomeo facendogli notare che aveva pubblicato una scemenza ma la sua risposta evasiva mi ha fatto pensare che lo avesse fatto scientemente, tanto per fare del facile populismo.
    Gli mandai anche il link al vostro blog ma non ci fu niente da fare.
    Chissa' se il giornalista de Il Giornale vorra' rendersi conto di avere scritto una scemenza?

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  2. Nel frattempo il ministro Brunetta ha avviato un censimento a tappeto su tutte le amministrazioni per avere un dato attendibile sul numero effettivo di "auto blu", cosa peraltro prevista dala finanziaria di quest'anno. Nel censimento sono definite correttamente le auto blu come auto con autista, ad uso esclusivo o condiviso. Forse enro quest'anno almeno questo tormentone sarà finito.

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  3. Nel frattempo i primi risultati del censimento sono stati pubblicati. In base ad una estrapolazione dal primo campione di risposte (che copre un quarto della PA) sono stati confermati i dati a suo tempo forniti dal ministro Santagata, ovvero 30 mila auto blu, con autista, e 60 mila auto di servizio, per le quali è stato coniato il termine di "auto grigie", a disposizione degli uffici ma non in uso esclusivo di questo o quel dirigente o funzionario e, soprattutto, senza autista. Dati quindi lontanissimi da quelli più volte commentati criticamente qui, e che sono stati definiti dal ministro, giustamente, una leggenda metropolitana. Sono comunque tante le auto e costi da tagliare ci sono, come ha affermato anche Brunetta, ma almeno si parla finalmente di dati concreti e non di inutile qualunquismo. Entro luglio è atteso un aggiornamento su un campione più ampio.

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  4. Anche Curzio Maltese, nella sua rubrica settimanale sul Venerdì de La Repubblica, parla della bufala. Nel numero del 27 agosto nota l'assurdità dei numeri dichiarati e rimarca come tutti, lettori e giornali (incluso il suo) siano pronti a credere a qualsiasi cosa che confermi il qualunquismo senza indagare o approfondire. Finalmente qualcun altro che se n'è accorto.

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