lunedì 22 marzo 2010

Parla il leghista

Gli argomenti che usano i leghisti non sono poi molti, che siano elettori, militanti o leghisti professionisti (eletti da qualche parte) più o meno sono sempre gli stessi, quindi non è difficile rifletterci sopra. Non senza premettere, per onestà intellettuale, che la tolleranza e lo spirito multi-etnico risulta più facile, di solito, quanto più le interazioni con i suddetti immigrati sono rare, come ricordavo in un post di parecchio tempo fa dal titolo Scopri il leghista che è in te. E che la gestione della convivenza tra culture diverse è comunque un grosso problema, che mette in affanno anche paesi molto più noti del nostro per capacità organizzative.

La sinistra favorisce l'arrivo degli immigrati perché poi darà loro il voto e riconquisterà il potere
Appassionati di dietrologia come siamo, ecco la rivelazione del piano segreto, della strategia sotterranea della sinistra. Tutto può essere, e certo la sinistra non ha mancato di applicare strategie controproducenti in questi ultimi anni, ma questa sarebbe veramente la più autolesionista di tutte. A parte che l'esperienza degli altri paesi che hanno concesso il voto agli stranieri o ex-stranieri ha dimostrato che il loro voto non è affatto automaticamente orientato al "fronte progressista", è chiaro che, mentre questa raffinata strategia si dispiega (e non si capisce come si completa, se la sinistra rimane sempre all'opposizione), la suddetta sinistra perde valanghe di voti, visto che l'aumento degli extra-comunitari o degli immigrati in genere porta in tutti i paesi il voto a destra. Casomai, se proprio siamo in vena di dietrologie folli, la sinistra potrebbe dire che è la destra e la Lega in primis che apre le porte agli stranieri per aumentare i propri voti. Il corollario di questa tesi dovrebbe essere poi che Fini (più volte espressosi a favore del voto amministrativo agli stranieri regolari) è uno sprovveduto (se non un infiltrato).


Gli immigrati regolari non sono un problema, il problema sono i clandestini, che sono molto di più dei regolari
Il leghista vede clandestini ovunque (in realtà non vorrebbe vedere proprio stranieri in giro) ma concede che chi lavora onestamente e a basso costo, possibilmente senza andare troppo in giro, soprattutto se lavora per lui o per la sua famiglia, è utile e non è un problema, il problema sono le moltitudini di clandestini. Quanti siano i clandestini ovviamente non si sa, bisogna affidarsi a delle stime, siccome le stime le fanno di solito la Caritas o altre associazioni che si occupano degli stranieri, quindi "buonisti" per definizione, non credono affatto alla loro affidabilità. Ad esempio le ultime stime li danno a 480 mila, cifra vigorosamente contestata ("impossibile, sono molto di più"). Almeno i regolari però si dovrebbe sapere quanti sono, visto che i permessi li da' lo stato italiano. E i regolari difatti si sa che sono ormai 4 milioni e 800 mila (dato 2009). I clandestini sono molti di più, dicono. Cinque volte tanto, 3 volte, 2 volte? Se fossero 2 volte tanto sarebbero in tutto 15 milioni, gli italiani sono in totale 55 milioni (dato 2006, con la natalità che abbiamo non credo che siamo cresciuti di molto, casomai il contrario) non mi pare andando in giro di vedere uno straniero ogni 4 persone che incontro. Tra l'altro, sarebbero cresciuti di 10 o 20 volte in quindici anni di destra quasi sempre al governo.

Le leggi sull'immigrazione funzionano, il problema è che non sono applicate
E qui si salda l'argomento successivo. Difatti dopo che ha esagerato le cifre sul numero degli immigrati, l'interlocutore non mancherà di far notare al leghista che negli ultimi 10 anni (nei quali si sarebbe creato il guaio) la destra è stata quasi sempre al governo (con il breve intervallo di poco più di un anno del II governo Prodi) e che la legge che regola l'immigrazione l'hanno fatta loro, e si chiama Bossi-Fini.

Bisogna trovare un colpevole, ma non è elegante dire che siano le forze dell'ordine che non vogliono o magari non possono controllare per mancanza di mezzi. Per fortuna ci sono i magistrati, colpevoli di ogni cosa, e quindi sono loro, a non applicare la legge, frustrando gli sforzi delle forze di polizia ("la polizia fa le retate di clandestini, poi arriva il magistrato di turno e li rimette in libertà"). Ora, i magistrati in fondo non sono che dei dipendenti pubblici, meglio pagati di altri (ma fanno un lavoro un po' più impegnativo, non so, di un bidello o di un passacarte ministeriale) e quindi probabilmente come tutti i dipendenti pubblici (e come la maggioranza delle persone) pensano anche ai fatti loro, difficile immaginarli tutti o in grandissima parte (se no la spiegazione cadrebbe) come dei militanti di sinistra in servizio permanente, pronti a sfidare le leggi, rischiando la carriera o scontrandosi con capi e polizia, pur di mettere sistematicamente in libertà i clandestini. Più facile pensare che siano le leggi ad essere fatte male, inapplicabili, con mille scappatoie utilizzate da moltitudini di avvocati (siamo il paese con la più alta densità di avvocati al mondo, come noto) ai quali si rivolgono anche gli aspiranti clandestini, che conoscendo il nostro paese, sanno che in Italia è sempre possibile un ricorso. D'altronde nella nostra vita materiale di leggi così ne incontriamo quasi ogni giorno, quindi non facciamo fatica a dare questa spiegazione.
Ma supponiamo per un momento che sia proprio così, che i magistrati italiani siano tutti o quasi degli infaticabili Robin Hood, intrisi di buonismo e dediti solo far entrare il maggior numero di clandestini e a non reprimerli ed espellerli mai. Come la mettiamo col potente CD che governa l'Italia da 15 anni e quando non governa condiziona il governo avversario? C'è un potere più forte, che dimostra così la impotenza del CD proprio nel suo punto più sensibile? In sintesi: è comunque una ammissione di non saper risolvere un problema, anzi il loro problema principale.

Gli immigrati portano via il lavoro agli italiani
Non è vero che gli italiani rifiutano il lavoro, conosco uno che vuole fare il camionista ma preferiscono i rumeni, conosco un'altra che avrebbe fatto anche l'nfermiera, ma è inutile perché ci sono le infermiere rumene che prendono il diploma a 16 anni e noi le assumiamo lo stesso. Quando racconta queste bugie arrossisce e gli cresce il naso anche al leghista. Basta chiedergli: ma tu manderesti tuo figlio a raccogliere i pomodori? O tua figlia a fare la badante o la colf in una casa di altri italiani? Gli diresti di sospendere gli studi e abbandonare il diploma che tanto è un pezzo di carta che non serve a niente? Se provi a dire di sì, chiedo conferma a tua moglie, dopo penso che avrai seri problemi a casa.

Non è vero che gli italiani rifiutano i lavori che fanno
gli immigrati, sono le retribuzioni che sono troppo basse
farias
Questa è già più raffinata. Ora, so per esperienza personale, di famiglia, che le colf italiane sono svanite definitivamente negli anni '80, indipendentemente dalla retribuzione. Poi è crollato il muro, sono arrivate le donne dell'Est e l'offerta è ripresa. Agli stessi costi di prima, perché in genere era necessaria la regolarizzazione. Certo, pagando la colf come un direttore delle vendite forse si trovava anche prima e si troverebbe, italiana, anche ora, e infatti nelle case signorili sono rimaste. Ma evidentemente si perderebbe la proporzione tra il servizio e il beneficio. Diverso il caso di operai, muratori e così via, qui effettivamente la concorrenza sul costo del lavoro c'è stata e c'è. Ma è una colpa dell'immigrato o dei datori di lavoro italiani, sempre tesi a utilizzare ogni sistema (inclusi quelli non leciti alias il lavoro nero) pur di abbassare il costo del lavoro? E anche dei clienti di questi datori di lavoro, cioè ad esempio noi quando ristrutturiamo una casa, che puntiamo solo al prezzo più basso incuranti di tutto il resto?
In questo comunque i leghisti hanno ragione, se non ci fosse stata la globalizzazione, se non fosse caduto l'impero sovietico, se l'Italia fosse un paese più povero, se non fossero diminuiti i costi dei trasporti, questa concorrenza non ci sarebbe e non ci sarebbero neanche questi lavoratori stranieri. Non so però quanto questo convincimento sia consolatorio per loro.

Sono gli immigrati che vogliono lavorare in nero
Continuando sul tema "è sempre colpa loro" (ovvero: "non sono io che sono razzista, è lui che è negro!") ho sentito, senza scherzi, un leghista affermare convinto a Radio 24 che se gli stranieri lavorano in nero è perché loro preferiscono così, perché così pagano meno tasse. Una volta raggiunto il minimo necessario per il permesso di soggiorno per il resto pretendono il nero. E' chiaro che a nessuno piace pagare le tasse e che i lavoratori stranieri non penso siano migliori e più permeati di spirito etico di noi, ma in questo caso le tasse evase sono quelle del datore di lavoro! Contributi previdenziali non versati, contributi Inail idem, e indicatori di reddito più bassi. Per loro, per gli stranieri, sarebbe un vantaggio solo nel caso improbabile che alla fine dell'anno andassero in alto negli scaglioni Irpef. E lo pagherebbero con nessuna tutela sul posto di lavoro e licenziabilità assoluta. Magari il lavoratore straniero quando diventa a sua volta imprenditore sarà lui a proporre di pagare un'IVA fittizia, ma questo fa parte del buon esempio che ha imparato da noi.

Gli immigrati sono sempre primi in graduatoria negli asili nido
E' vero, di solito hanno più figli e redditi più bassi e questi criteri, quelli attualmente usati, li favoriscono. Ma dove mai dovrebbe lasciare il figlio una baby-sitter extra-comunitaria che è diventata madre? In un asilo nido privato a 800 € al mese? A quel punto lascerebbe il lavoro di baby-sitter che non le converrebbe più, gettando nella disperazione la mamma italiana presso cui lavora. Certo, potrebbe evitare di farli questi figli. Ma, onestamente, neanche dai leghisti più estremisti ho ancora sentito la richiesta che gli extra-comunitari facciano anche il voto di castità e rinuncino a fare figli. Magari c'è una soluzione più semplice: costruire gli asili nido in base alle previsioni di crescita della popolazione, usando una scienza poco o nulla applicata che si chiama demografia (e investendo qualche euro qui piuttosto che, per fare un esempio, per organizzare un numero imprecisato di convegni al giorno).

Agli immigrati vengono assegnate le case popolari e agli italiani no
Questo fa arrabbiare ancora di più gli italiani, leghisti o no. Perché non tutti hanno figli piccoli, ma molti vorrebbero una casa popolare, quindi ad affitto basso e solitamente per la vita.
Proprio tutti? Non saprei, poi bisognerebbe dire agli amici e ai parenti che si abita in una casa popolare o che ci abita il figlio o la figlia. A parte questo dubbio sullo status, l'assegnazione di una casa popolare ad uno straniero suscita sempre grande scandalo. Dovrebbero essere riservate agli italiani, che pagano le tasse (insomma ...) che sono residenti da sempre, che hanno le radici lì, e così via. Ma, anche in questo caso, dove dovrebbe mai vivere la famiglia dello straniero o della straniera che lavora per noi, soprattutto se mette su famiglia? E noi italiani, mi risulta, siamo sempre a favore della famiglia. Case in affitto da privati non si trovano, costerebbero più del loro reddito e poi bisognerebbe vedere se il proprietario le affitterebbe a loro. Dovrebbero comprarla come facciamo noi. A parte l'impegno economico, poi c'è il rischio che rimangano per sempre da noi (e questo il leghista non lo vuole). Insomma anche qui, se li vogliamo pagare poco ...

In sintesi, se proprio questi lavoratori stranieri ci danno tanto fastidio, oltre alla strada che citavo nel precedente post (che l'Italia diventi più povera dei paesi emergenti) ci sarebbe anche quella di mettere mano al portafoglio, pagare il giusto chi lavora, accettare un aumento delle tasse (o magari pagarne un po') per potenziare i servizi sociali, a cominciare dagli asili nido, dall'allungamento degli orari e del tempo pieno nelle scuole, nell'assistenza agli anziani (volevo dire, ai "diversamente giovani"), negli scuolabus, nelle mense scolastiche e negli altri servizi per le famiglie.
Che ne pensa il leghista?

(tempo di lettura previsto: 6'; nelle foto, alcuni immigrati regolari)

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