sabato 17 aprile 2010

Colpire i genitori attraverso i figli


La Lega Nord, alla quale sto dedicando questi ultimi post, concentrandomi non sulle presunte strategie di questo partito (questo tipo di analisi abbondano) ma sui comportamenti concreti sul territorio e a come sono accolti, ha scoperto quasi per caso nelle ultime settimane un nuovo sistema per far rispettare le regole. Non mi vengono in mente esempi analoghi, solo in vecchie storie sulle repressione della mafia storica e del brigantaggio mi pare di ricordare che le forze dell'ordine usassero mettere in carcere i genitori dei latitanti per costringerli a costituirsi.

Qui si fa un passo oltre, prima a Montecchio Maggiore (Vicenza) e poi ad Adro (Brescia) i sindaci e gli assessori della Lega (concorde però tutta la giunta e non discorde, a quanto pare, la chiesa locale) hanno applicato un inedito sistema: colpire i genitori attraverso i figli. Loro i genitori non pagavano la retta della mensa scolastica (per indigenza o anche, secondo molte testimonianze, per classica paraculaggine) e per costringerli a farlo (dopo i soliti ripetuti richiami e solleciti) veniva negato ai figli il pasto alla mensa o dato un pasto alternativo (un triste "paninazzo" stile pausa pranzo, diventato poi nei racconti immaginifici dei giornalisti un medievale "pane e acqua").

pirates-polanski-cris-campion-walter-matthauSe funzionasse potrebbe essere un sistema da seguire anche per altre forme di pressione indiretta. Per esempio per costringere un latitante a costituirsi potrebbero essere rinchiusi i suoi figli in un kinderheim (che poi sarebbe un orfanatrofio) fino al suo ritorno, per far rientrare dall'estero un bancarottiere si potrebbero costringere i figli a vestire solo tute di Oviesse, dopo aver sequestrato tutti gli abiti firmati, e così via.

Ma funziona veramente? Mi è venuto in mente un episodio del film Pirati di Roman Polanski, quando il capo dei filibustieri, un perfido e impagabile Walter Matthau, cercava di costringere il governatore a svelare il luogo dove era nascosto il tesoro degli Inca (o qualcosa del genere). Per convincerlo ordina ad uno dei suoi pirati di violentare lì sul posto la giovane e splendida nipote, ma il vecchio governatore non sembra molto impressionato. Captain Red (così si chiamava il personaggio di Matthau) però urta per caso un piede del governatore e scopre che è nel pieno di un doloroso attacco di gotta. Questa sì che è una forma di pressione! E in pochi attimi hanno accesso al tesoro.

Anche in questo caso i pragmatici amministratori della Lega avrebbero potuto avere, forse, maggiore successo con forme di pressione più efficaci per genitori snaturati quali quelli che sono stati dipinti (cosa tutta da dimostrare, naturalmente). Come per esempio sequestrare l'auto o, ancora peggio il televisore o la scheda di Sky. Probabilmente le rette sarebbero state pagate con la velocità del fulmine. Prendersela coi figli: non ci credevano e poi qualche Caritas o qualche compaesano compassionevole sarebbe uscito sicuramente fuori (come è poi avvenuto).

piratifrontpc6Ma quello che più mi ha colpito è stato sentir parlare i suddetti amministratori a Radio 24, prima il sindaco di Montecchio Maggiore, che si chiama Milena Cecchetto ed è una giovane donna di 37 anni, e poi il sindaco di Adro Danilo Lancini. Inutilmente psicologi e maestri cercavano di spiegare loro, durante la trasmissione mattutina, quanto infame fosse stata la loro decisione, che neanche nelle società più primitive si colpiscono i genitori attraverso i figli, che la umiliazione di essere separati e trattati diversamente dagli altri, per colpe non loro, avrebbe inciso in modo significativo sulla psicologia di quei bambini e sulla credibilità e autorità dei genitori nei loro confronti.

Assolutamente non sfiorati da nessun dubbio e per niente propensi a portare alcuna giustificazione, restavano stolidamente convinti di essere nel giusto e che quello che facevano era quello che voleva la loro comunità. Come poi effettivamente, almeno ad Adro, in parte si è confermato, con una lettera firmata da 200 famiglie o giù di lì (che non sono poche, è un paese di 6000 abitanti).

Tutti imprenditori (inclusa l'assessore alla scuola di Montecchio Maggiore) scesi in politica, argomentavano convinti trasmettendo una grande sicurezza che nasceva, pareva evidente, da questa sintonia con la loro comunità. Il sindaco di Adro, che deve essere un imprenditore che si è fatto da solo (nel sito del Comune è evidenziato orgogliosamente che il suo titolo di studio è la terza media) cercava anche di andare oltre, tirando in ballo la patria potestà.

La patria potestà? Ma quella interviene quando un figlio, ad esempio, da' fuoco alla macchina di un professore che gli ha messo 4 in pagella. Il figlio minore non può pagare per il reato e quindi deve pagare, pur se innocente e inconsapevole, chi esercita la patria potestà.


Tutti imprenditori e sicuramente anche tutti cristiani. Penso sia difficile trovare per loro nel Vangelo un conforto o una conferma della giustezza delle loro decisioni, ma se anche avessero avuto questo dubbio non sarebbe stato per una qualche azione da parte della Chiesa, a qualsiasi livello. Non risultano commenti o interventi dei parroci locali, i soliti cardinali che commentano su tutto non si sono sentiti, silente anche l'instancabile voce di Radio Maria don Livio Fanzaga, persino padre Alex Zanotelli, a quanto mi risulta, non ha avuto nulla da dire.


In sintesi? Non ho nessuna sintesi da proporre, la parti da comporre sono troppo contraddittorie.

(Le foto ovviamente sono prese dal film Pirati, anche lì era tutta una questione tra buoni e cattivi; per i curiosi che volessero sapere che aspetto hanno le gentili amministratrici di Montecchio Maggiore ci sono i link al sito del comune vicentino)

Ma qui sono i figli innocenti che pagano per le manchevolezze dei genitori! Forse pensava che dovevano essere loro ad educare meglio i loro genitori.

domenica 11 aprile 2010

Il leghista ha parlato

wavejapan2Dopo l'ultimo post, che risale a diverso tempo fa, il leghista ha parlato col voto, e ha consegnato al partito del Nord un successo che è stato prontamente definito uno "tsunami" (bisogna sempre esagerare, e poi lo tsunami non mi sembra un fenomeno così da augurarsi e da celebrare).

Insomma, nonostante gli argomenti facilmente smontabili con un paio di ragionamenti, nonostante la crisi economica che ha interessato sicuramente anche qualcuno degli elettori leghisti, nonostante incredibili e inqualificabili azioni riconducibili alla Lega come la vicenda delle mense scolastiche tagliate per i figli dei genitori morosi (colpire i figli per punire i genitori, pura barbarie, ci confermiamo un paese ipocrita che ama i bambini solo a parole e solo se sono lontani o se sono i nostri, forse), persone sicuramente perbene e con condivisibili obiettivi, in tutto il Nord, sopra e sotto il Po, hanno scelto la Lega.


Il motivo è che la Lega si presenta come un partito che ha le risposte alle domande che vengono da quella stessa gente. Che ha però, in più, conquistato la credibilità di saper applicare quelle risposte nella amministrazione concreta, con l'attenzione ai particolari (in cui ricade anche l'attenzione ai costi con i discutibili metodi di cui sopra), alla amministrazione di tutti i giorni, quella che non suscita entusiasmi e non fornisce l'occasione per dibattiti e convegni, la noiosa routine dell'amministratore della cosa pubblica alle prese con mille imprevisti e budget sempre carente.


La politica non è che questo, sarà banale dirlo in presenza di tante raffinate analisi, una serie di domande che arrivano dagli elettori e una serie di risposte che chi si vuol fare eleggere offre a loro. E che deve avere la credibilità sufficiente per far sì che siano le sue, le risposte che vengono scelte. Le referenze, in altre parole, come per esempio aver realizzato qualcosa di concreto o aver concluso una legislatura senza dividersi. Le domande possono essere contradditorie tra di loro, le risposte puro marketing (fumo) e di questo gli elettori se ne accorgeranno solo dopo aver votato. E' il problema del sistema democratico, un sistema altamente imperfetto dove chi vota spesso non sa perché vota ma, come diceva qualcuno, è un sistema imperfetto ma è contemporaneamente, e come ampiamente sperimentato, anche il migliore che si conosca.


Però non bisogna dimenticare mai che c'è un altro aspetto che con un sistema democratico non va tanto d'accordo, la possibilità per qualcuno di suggerire le domande, scegliendo quelle per le quali ha già le risposte pronte. Ad esempio la domanda di sicurezza enfatizzata e trasformata in "problema dei clandestini" grazie al controllo del sistema dei media. Non che questa domanda sia impropria, ma quello che fa la differenza è la priorità che si riesce a dare ad essa.

Il resto, gli spiriti padani, la secessione dolce (chissà cos'è), le bandiere verdi, le ronde, il dialetto a scuola e le graduatorie privilegiate per gli indigeni sono un misto di fumo per gli elettori stessi (facciamo vedere che siamo decisi) e un misto di pressing su Roma (facciamo vedere che siamo decisi).

A parte qualche distorsione gli elettori della Lega hanno le risposte che cercano, dunque, e quindi perché preoccuparsi? Un motivo c'è, tutte le risposte sono vecchie, rivolte all'indietro, inattuabili, adatte ad un paese per vecchi, con tasso di sostituzione di 1,3 figli per coppia (dovrebbe essere 2,1 per mantenere la popolazione stabile), insomma per l'Italia di oggi che qualcuno (per esempio io) non vorrebbe rimanesse così. E vorrebbe anche che rimanesse tutta assieme e avesse ancora un ruolo in Europa e nel mondo (per esempio partecipasse ancora al G8).

Cosa dovrebbe fare il centro sinistra o, meglio, cosa dovrebbero fare i democratici? Mi pare semplice e banale, ascoltare le domande, elaborare risposte comprensibili ed efficaci, cercare di recuperare credibilità, ed evitare un indiscriminato "al lupo al lupo" che, come si è visto alle ultime regionali, non serve sicuramente con gli elettori dell'altra parte con qualche dubbio, e nemmeno più tanto per compattare i propri. E soprattutto, dare priorità al problema dei problemi: come far arrivare le risposte agli elettori con questo sistema dei media.

(Le immagini per illustrare il post le ho trovate: non molto originale, la famosa stampa giapponese di Hokusai)