lunedì 25 ottobre 2010

Writers: la soluzione fai da te

In un commento al post precedente un gentile visitatore mi suggerisce di approfondire quello che fanno attivamente alcuni volonterosi cittadini riuniti nel gruppo "Riprendiamoci Roma". Un impegno in prima persona che è testimoniato anche dai molti link in tutta Italia riportati nel blog citato sopra, e che trova conferma anche in iniziative di questi giorni come quella a Bologna che ha visto la partecipazione anche del leader dell'UDC Casini.
Ammiro senz'altro chi si impegna a risolvere le cose che non vanno e non si limita a denunciarle o a mugugnare (o a guardare dall'altra parte).

Ma temo che questo approccio fai da te non sia sufficiente per incidere sul fenomeno, non solo perché apparentemente i writers sembrano essere di più dei cittadini che cercano di pulire le loro opere, ma perché sono molto più veloci! Ci vuole più tempo, lavoro e materiali, e soprattutto costanza, per ripristinare che per disegnare un graffito o scrivere un tag, come le recenti creazioni di Polis Beso e dei suoi amici che ho fotografato oggi nel centro di Roma in strade che avrebbe un certo fascino (Via della Navicella).

Questo è un compito che spetta alla comunità organizzata, a chi gestisce la città, e chi ha affidato la gestione, i cittadini, dovrebbe pretendere efficienza e tempestività in questo compito, il mantenimento del decoro urbano, come negli altri. Non penso sia giusto che i cittadini facciano invece supplenza di questi compiti, ma che invece sarebbe bene che non si stancassero mai di incalzare chi dovrebbe intervenire.

Sono rimasto sull'astratto, ne sono consapevole. E' opportuno andare in maggiore dettaglio su alcune parole che ho usato.
Stancarsi: io penso che la grande maggioranza delle persone che girano per Roma non apprezzino affatto i graffiti sui muri dei palazzi, vorrebbero che la città avesse un aspetto ordinato come quelle del Nord Europa, e si chiedano come mai ci sono persone che fanno azioni come platealmente stupide. Non fanno però nulla e guardano dall'altra parte perché sono stanchi della impotenza che la comunità evidenzia anche in questi aspetti esteriori. Molto meno faticoso (psicologicamente) adeguarsi, non vedere, e sognare magari di andare a vivere prima o poi in un comprensorio con sorveglianza.

Stupidità. Uno studioso, Carlo Maria Cipolla, ha studiato a fondo questo tratto caratteristico della nostra specie che ha affascinato molti (ma non Ennio Flaiano che amava ripetere con finta auto-ironia: la stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia). I writers, in particolare quelli impegnati a ripetere in modo ossessivo i loro tags, sono la illustrazione più efficace della terza legge della stupidità: "Si definisce stupida una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita". Il danno è sicuro, ma anche la perdita: ettolitri di vernice e bombolette spray che certo i writers dovranno pur comprare, oltre al rischio di essere arrestati, e dubito che esista da qualche parte un essere umano di sesso femminile affascinato dalla loro opera, e tendo ad escludere quindi anche questa possibile molla per un comportamento illogico sotto ogni aspetto.

Costanza: è l'unico sistema (oltre agli ausili tecnologici garantiti dalla moderna tecnologia, come le telecamere a circuito chiuso ormai made in China e disponibili a prezzi inferiori a quelli di un telefonino). Vedere l'ultima foto della piccola galleria.

Pretendere attenzione dagli amministratori. Qui temo invece che l'assuefazione al degrado e altri fenomeni più volte citati (come l'individualismo) renda basse le pretese e scarsa la preoccupazione degli amministratori. Come testimoniano altre foto che seguono.

24102010584Cominciamo con un palazzo appena (ri)riverniciato a Via di San Clemente

Via Labicana


E sul palazzo d'angolo. Dove si notano anche alcuni manifesti


Affissioni abusive

Che straripano ovunque (e le foto sono del 24 ottobre ...). Chissà cosa ne pensa il sindaco della iniziativa dei suoi sostenitori e dei loro attacchini.
Ma non stavo parlando di affissioni più o meno abusive, ma di scritte, ed ecco un esempio contrario:


 E' il muro di San Clemente. Che era bersagliato dai writers più degli altri, anche perché è a un passo dal Colosseo (preferiscono colpire dove fa più male).  Solo che i religiosi (o chi per loro) lo riverniciano sistematicamente. E ai writers alla fine è passata la voglia.

1 commento:

  1. i manifesti dei nostri sindaci sono alla pari ileghali come quelli dei wraiters.........questo opinione e stato espresso da un tua colegha........

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