giovedì 18 novembre 2010

Una Metro senza fermate

Un buon esempio di umorismo involontario si può leggere su Repubblica di ieri:
"Quello tra Piazza Venezia e San Pietro è uno spazio quasi esclusivamente turistico, che non ha grandi attività lavorative e i turisti in quello spazio ci vanno comunque, muovendosi a piedi. A Piazza della Chiesa Nuova apriremo un pozzo di aerazione, ma la stazione no, perché non c'è spazio sufficente per entrare in un punto così complesso del tessuto urbano".

Metro Linea C di Roma, e della idea meravigliosa che è venuta a qualcuno, in questo caso al presidente di Roma Metropolitane Gianni Ascarelli, che ha fatto questa dichiarazione, di lasciare uno spazio di due chilometri senza fermate proprio sotto il centro di Roma.

Non ha grandi attività lavorative?? Provi questo signore a prendere l'85 al mattino o ad arrivare con lo scooter nella zona di Piazza Venezia. Mi capita per andare alla mia banca in moto e non si riesce a trovare un parcheggio, neanche illegale o sui marciapiedi, ogni interstizio è occupato da una moltitudine di motorini, che non credo siano di residenti né di turisti.

E' quasi esclusivamente turistico ...  Quindi poco importante, trascurabile, per una città che ha nel turismo la principale fonte di ricchezza ...

I turisti ci vanno comunque, muovendosi a piedi ... Per forza, non c'è la metropolitana! Se ci fosse vedi come la userebbero, esattamente come facciamo noi nelle città normali, che hanno una rete metropolitana, come Parigi, Londra, Barcellona, Monaco o qualsiasi altra (solo a Roma non c'è o quasi). E vedrebbero più cose con maggiore soddisfazione loro e del turismo italiano.

Il commento più giusto mi pare quello di Mario Staderini, segretario dei radicali italiani:
"Roma passerà alla storia per un metodo unico al mondo, scavare metropolitane costosissime senza fare le stazioni."

Ma poi perché? E' sicuramente un problema di costi, ma i costi dipendono dai tempi, e l'allungamento dei tempi dipende da "problemi arecheologici" , quindi dalla Sovrintendenza per i Beni archeologici. La stessa sovrintendenza che assiste, tranquilla,  inerte e passiva al degrado progressivo e apparentemente inarrestabile di un monumento già emerso da tempo dagli scavi (il Colosseo) si preoccupa invece di quello che potrebbe uscire alla luce con gli scavi per la Metro.

Invito chi avesse ancora qualche dubbio a visitare la fermata della Metro A di Manzoni. Per ristruttuarla (unica stazione ristrutturata di tutta la linea) ci sono voluti più di due anni, il tempo che i cinesi hanno impiegato per costruire lo stadio delle olimpiadi. E il motivo è che per quasi due anni gli scavi sono stati bloccati dalla Sovrintendenza,  essendo stati trovati dei reperti romani. Che poi, dopo, immagino, defatiganti trattative, sono stati estratti e messi a disposizione dei passeggeri che possono ammirarli in una teca a fianco dei tornelli. Una teca di due metri per uno. Che contiene alcuni cocci rotti come a Roma ce ne sono altre migliaia. Spesso molto migliori, ma sepolti nei magazzini dei musei per mancanza di personale, soldi o qualsiasi altra cosa che manca in Italia alla cultura.

Comunque evitiamo di abbandonarci troppo prematuramente alla classica indignazione italiana. Perché stiamo parlando di una metropolitana virtuale. Infatti il progetto c'è. Ma i finanziamenti no. L'unico tratto finanziato della C è da Pantano (Casilina molto molto periferia) al Colosseo. E anche questo tratto finanziato, che doveva essere pronto nel 2011, è già slittato al 2013. Insomma, dobbiamo sperare nelle Olimpiadi del 2020, se saranno assegnate a Roma, o continuare a girare in scooter sfidando l'infido sampietrino romano.

(L'immagine, tanto per riflettere un po', è di una stazione della Metro di parigi, proprio dentro al quartiere latino, costruita esattamente 100 anni fa, nel 1910)
 

Si parla del nuovo tracciato della

domenica 7 novembre 2010

I misteri di Roma due anni dopo

In due anni si possono fare tante cose. Un presidente americano può arrivare a metà del suo mandato e deve aver combinato qualcosa se vuole essere rieletto. Un comitato organizzatore dei giochi olimpici può realizzare le intere infrastrutture per le competizione, mega stadio a nido d'uccello compreso, come è avevnuto in Cina.

Oppure, può anche non succedere assolutamente nulla e rimanere tutto esattamente congelato a 24 mesi prima.

Vediamo per esempio se i misteri di Roma che avevo eletto a simbolo del dinamismo italiano, e romano in particolare, due autunni fa hanno registrato qualche spostamento; erano:

- il palazzo semi-diroccato a Via Merulana 120
- i lavori a Via Emanuele Filiberto e il blocco del tram n.3
- la manutenzione del Colosseo 
- il palazzo in perenne ristrutturazione a Via Labicana 84

Con la macchina fotografica ho fatto il solito giro e ho impersonato un turista un po' bizzarro che si interessa a quello che di solito cerchiamo di non vedere, ed ecco l'aggiornamento (con altre foto in fondo al post).

Il palazzo tagliato a Via Merulana 120

E' lì dagli anni '60 (come testimonia un visitatore in un commento) e quindi due anni cosa sono rispetto ai 50 già inutilmente passati? E infatti tutto è rimasto rigorosamente com'era, forse solo qualche ponteggio e rete di sicurezza in più, ma nessuna traccia di lavori. Accumuli di sporcizia e scritte ovunque, ma qualcuno ci va anche a lavorare.


I lavori a Via Emanuele Filiberto

Un anno fa uno dei due cantieri (erano per l'aerazione della Metro) era stato chiuso per conclusione dei lavori. L'altro invece no, è rimasto com'era, con le macchine e le gru dentro. Ci passo ogni tanto e non mi ricordo di averci mai visto nessuno al lavoro. Se anche ci lavorano mi sembra che seguano un piano un po' diluito nel tempo. In ogni caso il cantiere impedisce, a quanto pare, sia il ripristino del tram numero 3 (che ormai i romani stanno dimenticando, tra un po' lo metteranno sulle cartoline della serie "Roma sparita") e anche un minimo di manutenzione stradale. Via Emanuele Filiberto è infatti un patchwork tra asfalto e sampietrini sconnessi, più rotaie inutilizzate, per la gioia di tutti i motociclisti romani. Sicuramente è nella top-10 delle strade più dissestate e pericolose.


La manutenzione (si fa per dire) del Colosseo

Altri due anni di smog e di sporcizia si sono accumulati sullo storico monumento, simbolo stesso del nostro mondo occidentale e della sua propensione al progresso, del quale noi italiani siamo, evidentemente, custodi e tutori assolutamente non adeguati. Come avviene per i genitori snaturati a cui vengono sottratti i figli per darli in affido, sarebbe giusto che a questo punto anche a noi fosse sequestrato dalla comunità internazionale questo bistrattato monumento, per prenderne cura come merita. I turisti fanno finta di nulla, anche perché la vacanza l'hanno ormai pagata, ma non è che non ci facciano caso, come dimostrano i sondaggi nel settore.
Il post che ho scritto due anni fa potrebbe essere stato scritto ieri, le palizzate, i tornelli, le strutture incrostate di sporcizia, il traffico che passa attorno sempre più intenso, tutto è immutato. E nessun tentativo non dico di ristrutturazione ma di semplice manutenzione si vede all'orizzonte.


Il palazzo abbandonato a Via Merulana 83

Anche questo era un bel mistero. Un grande palazzo a due passi dal Colosseo, con quello che vale un metro quadro a Roma, inutilizzato da anni ed anni, fa pensare. Qui qualcosa è cambiato. Ma, apparentemente, verso un livello ancora superiore di immobilità. Infatti era anche misteriosa la presenza di un ponteggio (costano) inutilizzato per dieci anni e forse più. L'anno scorso di questi tempi era stato rimesso in sesto ed era comparso il cartello di una nuova impresa. Forse si incominciava la ristrutturazione che gli stessi ponteggi anunciavano inutilmente da anni. Invece, qualche settimana fa, il 22 ottobre, il colpo di scena. Arriva una squadra di operai e smonta i ponteggi, mettendo a nudo il palazzo. E si scopre che almeno i writers i ponteggi li avevano usati. Per lasciare scritte per la sola loro soddisfazione (nessuno poteva vederli tranne loro).
Ma nessun altro segno di ristrutturazione appare. Solo una protezione dalla caduta di calcinacci. E il malinconico immobile, ormai un rudere malridotto, coperto di scritte, fa mostra di sè accanto a san Clemente e al Colosseo. Nella apparente indifferenza generale.


In sintesi

Non ho tuttora la soluzione per nessuno di questi misteri. Quest'estate in un soprassalto di attenzione alcuni consiglieri di opposizione e il giornale La Repubblica avevano chiesto conto all'attuale amministrazione di questi lavori perenni. Non questi ma altri, come il Palazzo degli Esami (c'è n'è un'ampia scelta). Se ne è parlato per due giorni, poi tutto è stato nuovamente coperto dall'oblio. Penso che ci siano di mezzo cause o ricorsi (quando i tempi in Italia sono veramente biblici c'entra sempre la macchina - si fa sempre per dire - della giustizia).

Altre immagini

Cominciamo da Via Merulana 120, lo stabile visto da Via Galilei

Galilei 2010E da Via Merulana

galilei-3Qualche altro ponteggio per le parti pericolanti

galilei-6 Ebbene sì, una strada del centro di Roma si presenta così:

galilei-5Ma qualcuno dentro questo palazzetto semi diroccato ci lavora. Non sono dipendenti della ASL, però, sono i consulenti della Engineering che lavorano sul loro sistema informatico.


Eccoci a Via Emanuele Filiberto, grande strada della Roma umbertina. Ridotta così da oltre tre anni:
Non deve esserci una grande sorveglianza: i writers hanno avuto tutto il tempo di lasciare il segno.


Da fuori i cancelli si vede un grande buco (di aerazione) ancora ben aperto.
Emanuele Filiberto - Cantiere
Ecco il Colosseo come appare nel terzo millennio, in un'Italia dove esistono sovrintendenze ai beni culturali, un intero ministero, migliaia di impiegati, assessorati alla cultura e ai beni artistici e archelogici, mica la noncuranza della Roma del Papa Re.

Colosseo 2010Ma, guardiamo un po' meglio questi cancelli ...
Non sembrano cancelli fatti apposta, non è possibile ma ...

Tubi Innocenti al Colosseo
Sono proprio tubi Innocenti! Quelli che si usano nei cantieri per fare i ponteggi ... Non hanno neanche commissionato delle cancellate ad hoc. Immagino come sarà andata. Per qualche emergenza, la sicurezza, l'11 settembre, le brigate rosse, chissà, in fretta e furia è stata tirata su questa cancellata provvisoria. Che poi è rimasta lì, perenne, come tutte le cose provvisorie nel nostro amato paese.

E i tornelli? Eccoli qua. Così anche i turisti possono timbrare il cartellino.


Ed ecco infine, qua sotto, un'altra immagine insolita. Chi direbbe che siamo proprio a Roma, capitale d'Italia?
Labicana 83 - Writers
Da notare le antenne TV, segno di vita. Qualcuno ci abita dentro il palazzo. Ad occhio e croce due custodi. Da notare anche fino a dove sono arrivati gli acrobatici writers.

Labicana 83 - Medio Oriente Questo sarebbe un buon test: in quale anno e in quale paese del mondo è stata fatta questa foto?