giovedì 16 dicembre 2010

Gli infiltrati

Da tempo immemorabile durante manifestazioni di massa “elementi estranei agli altri manifestanti” provocano incidenti di vario tipo o fanno cose non politically correct tipo bruciare bandiere israeliane o di altri paesi non universalmente simpatici. Suscitando di solito una sdegnata condanna generale “bipartisan”. Ma oscurando completamente gli obiettivi, i risultati, i messaggi che la manifestazione originaria “ospitante” cercava di raggiungere e trasmettere.

Oscuramento al quale si oppone, non di rado, un tentativo di spiegazione: i violenti non erano spontanei, erano teleguidati, c’erano degli infiltrati. Non ho informazioni riservate e non sono un esperto di dietrologie, mi occupo solo di avantilogie, e quindi non ho elementi per escluderlo o confermarlo, a proposito ad esempio degli scontri del 14 dicembre a Roma.

Ma è evidente che è un argomento del tutto privo di senso, se vuole essere una specie di scusa. Poichè gli eventuali infiltrati (deviati) della polizia o dei carabinieri o del Mossad o di chissà chi altro difficilmente potrebbero essere centinaia o migliaia, dovremmo dedurre perlomeno che i bravi manifestanti, una consistente o meno consistente, ma comunque sufficiente, parte di essi, si sono fatti trascinare senza fare grandi resistenze negli scontri. O che non hanno fatto quello che ci aspetteremmo dovrebbero fare i “buoni” in quel frangente (isolarli se ci riuscivano o darsela a gambe se no). O pensandoci prima (gli organizzatori), nella ragionevole previsione che in caso di scontri il loro sforzo organizzativo sarà stato del tutto vano.

Non frequento gli ultras ma sono convinto che anche i tifosi della Roma dopo gli scontri con quelli della Lazio dicono tra loro che tra questi ultimi c’erano infiltrati della polizia, e viceversa.

Mai nessuno che cerchi invece di chiedersi chi c’è dietro quei caschi, cosa passa per la testa di quei giovani, quale groviglio di contraddizioni, di assurdità e di rabbia, e da cosa derivata, possa aver spinto ad esempio questa ragazza (che non mi sembra un carabiniere) ad indossare il suo casco e a partecipare alla battaglia e finire sotto il ginocchio di un finanziere (per fortuna ancora con il suo casco in testa).



(La foto è tratta da Repubblica.It online di oggi, non era indicato l'autore)

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