martedì 23 agosto 2011

Il ceto medio in Italia

Leggo testualmente su Repubblica, nel solito illuminante editoriale domenicale (del 21.8) del fondatore Eugenio Scalfari: " ... E' vero che la fascia di reddito tra i 90 e i 150 mila Euro lordi appartiene al nerbo del ceto medio e sarebbe pericoloso penalizzarlo perché scoraggerebbe i suoi consumi e il suo risparmio, ma per i redditi oiltre i 150 mila Euro questa preoccupazione è ingiustificata ...".
E non è il solo commentatore che definisce "ceto medio" questi redditi. Ma forse il senso è nella definizione aggiuntiva di "nerbo", che sarebbe  "la parte più forte di qualcosa". Quindi tra 90 e 150 mila ci sarebbe la parte più forte, più consistente, più importante del ceto medio italiano, ovvero della middle class del nostro paese. Il senso non cambia.


Ora, se ben ricordo dai dati sulle dichiarazioni dei redditi che periodicamente  sono pubblicati, quelli del 2008, se non ricordo male, i contribuenti che dichiarano un reddito superiore ai 100 mila Euro sono l'1,2% del totale, e quelli sopra i 75 mila Euro sono intorno al 5% del totale, mentre il reddito imponibile medio imponibile è tra i 18 e 19 mila Euro all'anno.

Usando le definizioni inglesi, che sono più dirette e meno diplomatiche delle nostre, poiché la middle class sta a metà, sotto deve esserci per forza una lower class e sopra una upper class Abbiamo scoperto quindi in questi giorni che circa il 95% degli italiani fanno parte della lower class, in massima parte, credo, a loro insaputa. E l'upper class, la classe agiata, da dove comincia? Ancora oltre i 150 mila, a quante pare. E soprattutto, da quante persone è composta? Meno dell'1% della popolazione?

Sorgono ancora altre domande, perché questo affannarsi a non inimicarsi questo segmento di popolazione da parte di varie forze politiche, se elettoralmente, dai numeri, contano così poco?

Verrebbe da pensare che tutti, incluso il grande giornalista, stiano prendendo cantonate, non è possibile che l'Italia sia l'unico pese sviluppato dove la classe media sia in netta minoranza, ma pensandoci ancora meglio e guardando un po' di pubblicità televisiva, forse non sono loro a sbagliarsi.



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