domenica 25 settembre 2011

PIL

NB: Il blog è in stand-by e riprenderà le pubblicazioni in altra forma

Considerata l'attuale situazione di insicurezza e incertezza che percorre il paese, forse è utile ricordare i dati sul PIL dei principali paesi del mondo nel 2010 (in milioni di dollari, fonte World Bank, 2011). Il PIL, prodotto interno lordo, è un indicatore da molti criticato, ma è quello usato attualmente nel mondo, e comunque consente un confronto uniforme. In blu i paesi europei tra i primi 14 del mondo.



1. Stati Uniti:  14.582.400
2. Cina (RPC):  5.878.629
3. Giappone:  5.497.813
4. Germania:  3.309.669
5. Francia:   2.560.002
6. Regno Unito:  2.246.079
7. Brasile:   2.087.669
8. Italia:  2.051.412
9. India:  1.729.010
10. Canada:  1.574.052
11. Russia:  1.479.819
12. Spagna:  1.407.405
13. Messico:  1.039.662
14. Sud Corea:  1.014.483
15. Eurozona;  12.174.523

Il PIL è dipendente dal numero di abitanti, per ovvi motivi (più sono le persone che producono, più può crescere il prodotto interno), In quest'altra classifica prevalgono piccoli paesi petroliferi, e l'ordinamento tra i paesi più grandi cambia (Pil pro capite annuo, in dollari per abitante, riferito al 2010, fonte FMI da Wikipedia):

1. Stati Uniti:  47.284
2. Canada:  39.057
3. Germania:   36.033
4. Regno Unito:  34.920
5. Francia:  34.077
6. Giappone:  33.805
7. Sud Corea:  29.836
8. Spagna:  29.742
9. Italia:  29.392
10. Russia:  15.837
11. Messico:  14.430
12. Brasile:  11.239
13. Cina:  7.519
14. India:  3.339

Come si vede, ad esempio, pur se la Cina ha superato in valore assoluto il Giappone, il PIL pro-capite della RPC è poco meno di un quinto rispetto al paese del sol levante (e poco più di un quarto di quello della Corea del Sud).

Guardando solo al PIL pro capite i primi 5 paesi al mondo sono:

1. Qatar
2. Lussemburgo
3. Singapore
4. Norvegia
5. Brunei

Quindi l'Italia ha un distacco in termini di PIL pro-capite e PIL dell'ordine del 15-20% rispetto agli altri paesi europei più "ricchi" (Germania esclusa) e si nota facilmente che, per far crescere il PIL, bisognerebbe per prima cosa estendere la percentuale di occupati in attività produttive (Sud, donne, giovani).

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