sabato 18 febbraio 2017

Sampietrini a Roma: la Top-5

Riparte il blog. Concentrato ora sulla realtà circostante. Ma quella che si può vedere con i nostri occhi, non quelle che vediamo con gli occhi dei media e che tutti commentano incessantemente sui social. Cominciamo guardando in basso, alle strade che percorriamo in moto, in macchina o in bicicletta.

Cosa direste se, entrando in ufficio pubblico, trovaste le scale con i gradini danneggiati, sbocconcellati, e scivolosi perché di marmo consunto dal tempo e reso lucido e levigato dal continuo passaggio? Senza avvertimenti di pericolo, senza strisce antiscivolo, "nature"? penso che andreste a denunciare il responsabile della sicurezza di quel palazzo pubblico, anche se fortunosamente siete arrivati in fondo alle scale ancora tutti interi. O tornereste col vostro avvocato nel caso che siate invece finiti in fondo ma rotolando.

Non è così con i caratteristici sampietrini (cubetto di porfido o pavé per i francofili) di Roma. Che sarebbero scivolosi con la pioggia (magari con un po' di tensioattivo, come a volte capita) anche se perfettamente manutenuti, ma lasciati come sono per anni o decenni diventano un percorso da sport estremi. Superato dai guidatori a due ruote di Roma solo grazie alla loro superiore abilità ed esperienza, mentre gli automobilisti si limitano a dover soffrire assieme alle sospensioni e ai pneumatici delle loro auto, pensando all'invecchiamento precoce che stanno subendo. Come i bus di Roma che annunciano con cigolii e sbattimenti il loro veloce degrado.

Ma in un paese che ha leggi europee severissime e che vogliono prevenire tutto pare che una legge che impone agli amministratori di una città di garantire la sicurezza delle strade non c'è. E così rimandano il problema ai prossimi, che diranno sno a fine del mandato che non possono fare niente per via dell'eredità sempre più ingombrante lasciata dai predecessori.

Non rimane quindi che stilare una classifica delle Top-5 tra le strade con i sampietrini più sconnessi e disastrati, anche per un eventuale utilizzo in una gara di resistenza per ciclisti e motociclisti.

1. Via delle Terme di Dicleziano


Indiscusso numero 1, dalla foto non sembra, ma provate ad andarci. Ci passano tra l'altro ogni giorno circa un milione di mezzi tra bus turistici, bus normali, NCC a 9 posti e auto civili. Sulla sinistra si possono vedere i caratteristici banchi di libri usati, che sono lì da oltre 50 anni con gli stessi libri invenduti appunto da 50 anni.

2. Via del Teatro di Marcello


La discesa che porta verso Piazza Venezia, più pericolosa per i ciclisti delle famose discese dal Passo dello Stelvio o dalla Corniche del Giro d'Italia o del Tour.

3. Via Buonarroti


Una strada meno nota, nella zona di Piazza Vittorio, che meriterebbe il primo posto per l'originale andamento a onde (e a schiena d'asino) del pavé, ottenuto grazie alla totale assenza di qualsiasi tentativo di manutenzione, da decenni.

4. Via dei Fori Imperiali


E' scesa dal podio sia per l'intervento del sindaco Alemanno, che fece una ripavimentazione ai suoi tempi ma lasciò lo stesso volume di traffico (col risultato che in 2 anni circa è tutto tornato come prima) e poi dal fatto che l'Atac, impietosita per la veloce distruzione degli ultimi decenti in proprio possesso, ha ottenuto in tempi recenti una posa di asfalto sopra i sampietrini almeno per metà della strada più famosa del mondo o quasi. Una cosa orrenda ma i passeggeri ringraziano per l'improvvisa (ma breve) pausa dei colpi alla propria spina dorsale.

5. Via di San Quintino


Altra strada poco noto, Interessante perché il sampietrino dissestato ma non particolarmente pericoloso, oltre che il fatto che sia in una zona residenziale, ne suggerisce un utilizzo alternativo: al posto dei dossi rallentatori per imporre agli automobilisti in modo efficace il rispetto del limite dei 30 Km/h.



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