domenica 2 aprile 2017

La scuola in cifre

La scuola è giustamente al centro dell'attenzione di quasi tutti e quasi sempre. Secondo alcuni il nostro sistema scolastico è tra i migliori del mondo, secondo altri è tra i peggiori, dati statistici parziali vengono piegati alla esigenza di sostenere la tesi del momento, ma i dati reali ci sono, sono facilmente disponibili grazie agli "open data" e basta leggerli per togliersi dubbi e a volte pregiudizi.
Per esempio è proprio vero che c'è un'invasione di studenti stranieri? O che il liceo classico è ormai il preferito dagli studenti? O che i bidelli sono 150.000 in tutta Italia, come diceva un ex ministro in TV? O che i professori sono quasi tutti vicini alla pensione? O che c'è un boom delle scuole private?

Per avere le risposte basta leggere i dati dal sito open MIUR per l'anno scolastico in corso e fare qualche semplice calcolo percentuale. Si scopre quindi che:
  • Gli studenti stranieri ci sono, ma sono nella stessa percentuale degli stranieri nel nostro paese (9,2% contro 9,1%) e per il 73,2% sono nati in Italia e quindi parlano la nostra lingua;
  • Sono in percentuale maggiore alle elementari, ma non di molto (10,8%) e a scendere negli altri due cicli, come c'è da aspettarsi; nelle superiori (il dato non c'è) diminuiscono quasi certamente anche i nati in Italia e quindi quelli di madre lingua;
  • Circa la metà degli studenti scelgono il liceo alle superiori;
  • Tra i licei, il liceo classico è al quarto posto tra le preferenze per i licei con solo l'11.9% degli studenti, che quasi 1 su 2 preferiscono i licei scientifici (44,9 %); le differenze pre-'68 rimangono;
  • Al secondo posto c'è il linguistico con quasi 220.000 studenti (in maggioranza studentesse): la conoscenza delle lingue tra i giovani non dovrebbe essere cosi scarsa come si afferma: sarebbe interessante fare un sondaggio per verificare l'efficacia di questi corsi di studi;
  • La dispersione scolastica non sembra così elevata, dalle cifre globali: riportati per anno gli studenti dalle elementari sino alle superiori sono sempre intorno ai 500.000, che è un numero vicino al numero di nati per anno;
  • L'incidenza delle paritarie sul totale è molto bassa (4,7%) e prevalente, stranamente, alle medie, nonostante i soli 3 anni del ciclo (13,7%);
  • Il corpo insegnante effettivamente mostra un turnover moto basso, anche includendo quelli che nei dati MIUR sono indicati come "supplenti", meno di 1 su 10 ha meno di 35 anni (9% poco più di 50.000 in tutta Italia, 2-3 per scuola). Mentre quasi la metà hanno più di 55 anni (47,5%);
  • Le fasce MIUR per età non sono molto aggiornate e dovrebbero comprendere anche la fascia oltre 64 anni (ovvero prossimi alla pensione) che su questi dati non c'è;
  • I bidelli probabilmente sono meno di 150.000 ma il personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) nelle scuole è in numero consistente, sono 207.000, il 21,5% del personale totale, quindi 1 su 5 dei dipendenti della scuola e circa 10 per scuola.
Molti altri dati di sintesi si possono ricavare dagli open data sulla scuola, come le valutazioni, gli stessi dati scorporati per area geografica, i dati relativi agli studenti DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento), la situazione e il numero delle scuole e degli edifici scolastici e così via.

A questo link un report sintetico con i dati commentati in dettaglio.

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