domenica 29 luglio 2018

I gommoni dei migranti

Vedendo foto come queste mi sono chiesto da dove arrivano questi enormi gommoni in grado di caricare anche più di 100 persone: chi li costruisce, e per chi? Evidentemente non possono essere pensati per il turismo, quelli un po' più piccoli possono essere per rafting o diving di gruppo, ma così grandi non hanno senso.
Gommone gigante arrivato a destinazione (poco oltre le acque territoriali libiche, probabilmente). Notare il giubbotto di salvataggio in dotazione a tutti i passeggeri.
Ho pensato allora che potessero essere gommoni di salvataggio per navi o traghetti, come quelli prodotti dalla divisione Survitec di Zodiac. Ma dovrebbero essere ben più robusti di quelli che vediamo nelle foto, e poi probabilmente costano un occhio della testa mentre gli scafisti evidentemente ad ogni traversata li perdono.
Ebbene continuando a cercare ho trovato la risposta: sono fatti apposta per questo scopo, in Cina! E ovviamente sono fatti con i materiali più scadenti ed economici possibili, tanto servono solo per arrivare alla prima nave di soccorso, poi possono pure affondare. Pare che costino meno di 1000 euro l'uno, c'è solo da aggiungere il motore fuoribordo. Il margine per gli scafisti rimane quasi intatto. Anche se probabilmente ci sono tariffe differenziate (con giubbotto di salvataggio o senza). Ah, e perché non si usano più pescherecci in disuso o altre imbarcazioni meno precarie? Come quella dell'ultima foto ad esempio.
Con il biglietto di seconda classe evidentemente non è incluso il giubbotto di salvataggio
Perché sono finite e perché effettivamente c'è stato un programma di affondarle prima di partire che ha avuto un certo successo. Pecherecci trasformati in barconi per migranti, come quello delle foto successiva, non si trovano più tanto facilmente. Ma gli scafisti hanno trovato una soluzione ed hanno creato anche un nuovo settore di mercato.
Il classico barcone, ormai sempre più raro.
Da notare nelle foto anche la dotazione dei giubbotti di salvataggio. E' probabile (come scritto scherzosamente ma non troppo nelle didascalie) che gli scafisti prevedano tariffe differenziate in base al trasporto e che il giubbotto sia un extra che si paga a parte. E chi li produce? Indovinato, sempre in Cina, optional ai gommoni per rifugiati (cercate "high quality refugees boats" oppure "inflatable rescue refugees boats").
Purtroppo i giubbotti servono proprio perché questi gommoni sono "usa e getta" e quindi di infima qualità, se non arriva presto una nave di salvataggio lasciano i passeggeri in mezzo al mare con grande facilità e con prevedibili tragici esiti.

E' tutto documentato molto bene in un articolo del blog Linkiesta. Ignorato come sempre dai media che preferiscono restare sul  puro emozionale, pro o contro che sia. Altre informazioni anche su questo sito europeo. Parlano anche dei giri che fanno per arrivare (smontati e da gonfiare) in Libia.