domenica 30 settembre 2018

E se invece funzionasse?

Si parla della manovra finanziaria dell'inedito e inaspettato governo giallo-verde.
Apparentemente priva di senso: ulteriore debito ma non per investimenti che fanno da volano alla crescita o per la riduzione del peso fiscale, che libera risorse. Contro le regole, insomma, e quindi destinata ad essere bocciata dai mercati e dalle agenzia di rating con tutte le conseguenze che sappiamo (mutui di privati che si impennano, spesa pubblica per interessi che cresce e annulla l'effetto dell'indebitamento ecc.). Tutte le cose razionali che conosciamo bene e che peraltro abbiamo sperimentato noi e altri paesi.

Ma gli italiani (e non solo loro) sono irrazionali, in maggioranza, e non si curano nè di esperti né di dati. Per esempio: la famosa percezione: viviamo nel paese più sicuro d'Europa ma ci sentiamo insicuri, abbiamo un tenore di vita invidiabile ma ci sentiamo poveri, abbiamo il sistema sanitario migliore al mondo come risultati (a parte due microstati: Singapore e Hong Kong) ma siamo convinti che la sanità pubblica è malasanità, siamo convinti che gli stranieri in Italia siano tra i 10 e i 20 milioni e invece sono 4, e così via, ci sono ampi studi con grandi moli di dati.


In base alla percezione gli italiani temono il futuro, non fanno figli o li rimandano, non fanno investimenti e lasciano i soldi in banca, o li rimandano, non assumono dipendenti anche se potrebbero, o li rimandano o li assumono con vari sistemi racchiusi sotto il termine "precariato".

Ma ora hanno finalmente un governo con cui sono in sintonia che, ne sono convinti, pensa a loro costantemente. Il governo del cambiamento ora governo del popolo. Prendendo misure che loro capiscono subito (anche se non sono attuabili, tipo togliere la cittadinanza a qualcuno dopo una sentenza di primo grado e senza alcun paese a cui spedirlo, visto che ormai è cittadino italiano). O come ad esempio il famoso "reddito di cittadinanza". E individuando sempre con sistematica precisione qualcuno a cui dare la colpa per ogni cosa che li preoccupa.

Rincuorati e felici, finalnente ottimisti, quella percezione erroneamente negativa diventa erroneamente positiva (o magari si riporta al livello corretto, ma per motivi sbagliati) e quindi riprendono a fare figli, assumono a tempo indeterminato, investono una parte dell'enorme risparmio inutilizzato (8000 miliardi! Il più elevato in percentuale di tutta Europa). E se poi qualcosa va male alle brutte c'è il reddito di cittadinanza e non finiscono sotto i ponti. E anche quelli col reddito di cittadinanza ma senza risparmi escono dalla depressione e si trovano qualche lavoro in nero. Pure i NEET. E "l'Italia riparte" come diceva lo slogan di Prodi nel 2006. Senza bisogno neanche di uscire dall'Euro e dall'Europa.

Potrebbe succedere e l'Italia diventerà pentastellata per tot anni. Senza Lega perché non potranno campare di rendita all'infinito sugli immigrati e sul lato sociale ed economico saranno azzerati dai 5S trionfanti.

Ma potrebbe non andare affatto così invece, perché i 5S sono infettati da un virus per cui non c'è vaccino: il No a tutto ovvero la decrescita felice. Alla TAV, alla TAP, alle Olimpiadi, alle infrastrutture e le iniziative genere. Persino alle gare di appalto perché hanno il terrore di essere coinvolti in qualche episodio contestabile. E coerentemente sono statalisti: nazionalizzazioni per garantire l'immobilismo. In poche parole: la decrescita felice. Che è la negazione dell'incremento del PIL che sanerebbe il problema del debito e riporterebbe in linea il rapporto deficit / PIL.

Potrebbe quindi andare come al solito: qualche anno o qualche mese di conti fuori controllo e poi il solito governo di emergenza con il PD che mette le cose a posto con interventi non indolori. Riabbassando la percezione e riportando in auge un nuovo movimento populista che propone una nuova scorciatoia per il benessere.