mercoledì 30 settembre 2020

La DAD 6 mesi dopo

La pandemia e il lockdown hanno richiesto l’applicazione di massa di modalità di istruzione e di lavoro proposte da anni per i loro vantaggi ma nonostante ciò poco diffuse. Sono ovviamente la didattica a distanza o DAD e lo Smart working. Finita la fase critica si assiste a una sorta di reazione di rigetto e al diffuso desiderio di tornare alla istruzione e al lavoro in presenza sempre e per tutti. Sarebbe un errore. Qualche considerazione che deriva dall’esperienza, per iniziare, sulla DAD. Per prima cosa, la formazione a distanza o e-learning e’ applicata da anni e con successo. Non e’ invece mai stata applicata o quasi nella scuola italiana, nonostante molti corsi di “scuola digitale”. Perché non avrebbe funzionato la primavera scorsa? I requisiti per l’e-learning sono: 1) la partecipazione e’ volontaria e quasi sempre a pagamento diretto o indiretto 2) il raggiungimento degli obiettivi e’ certificato con verifiche in presenza od oggettive 3) i partecipanti hanno gli strumenti necessari (PC desktop o mobile con microfono e webcam e connessione adeguata) 4) contenuti formativi e insegnanti con ottima conoscenza della materia. 


La DAD aveva solo il quarto requisito, per gli altri: 1) la scuola e’ dell’obbligo in tutti i cicli (anche nel terzo sostanzialmente) e sappiamo che gli studenti si dividono in una maggioranza che vuole raggiungere i risultati e studia con impegno e una minoranza non piccola che per vari motivi non da’ importanza ai risultati dello studio e studia solo se sollecitata di continuo 2) non era possibile il rientro per le verifiche in presenza e non sono state definite modalità standard per le verifiche oggettive (es. interrogazioni in webcam o test a risposta multipla senza preavviso e con tempi ridotti) 3) una parte consistente degli studenti non aveva un PC proprio nonostante anni di spinta sull’informatica e costi inferiori a uno smartphone, e si è quindi ingegnata a seguire la DAD con lo smartphone. 

Nessun dubbio quindi che sia stata una “didattica di emergenza” efficace quasi completamente per gli studenti consapevoli dell’importanza dello studio e con strumenti adeguati, e a vari livelli meno efficace per gli altri. Il primo e il secondo punto hanno comportato il fenomeno che ha preoccupato tutti gli insegnanti delle superiori e delle medie: la facilità di copiare, e quindi la inefficacia dell’insegnamento. Questo Nel nuovo anno scolastico la presenza a scuola sarà invece garantita e quindi saranno possibili le interrogazioni o i compiti di verifica. Le fasi in presenza saranno fondamentali anche per gli studenti del secondo gruppo, per motivarli, individuate le cause della disaffezione ecc. D’altra parte anche nel e-learning professionale e’ sempre più adottato il blended learning, parte in presenza e parte da remoto, proprio per garantire la migliore efficacia dello studio. Infine per gli strumenti, mettere a disposizione un notebook a tutti gli studenti delle superiori (come in Svezia, ad esempio) e per le situazioni in cui e’ utile ha ormai un costo del tutto sostenibile. 

 In sintesi la DAD non deve essere abbandonata, ora consentirà alle superiori e medie di ovviare alle carenze strutturali e alla fornitura dei banchi adatti al distanziamento (la priorità delle consegne e’ ovviamente per la scuola primaria) e in futuro una maggiore flessibilità nella gestione dei tempi e delle iniziative di formazione.