lunedì 26 ottobre 2020

Alcune regole per post brevi e commenti su Facebook e Twitter

Vi capita ogni tanto di scrivere un post interessantissimo su Twitter o su Facebook oppure un commento ironico e sferzante, ma i commenti e e le risposte si concentrano solo su un particolare secondario oppure quello che avete espresso viene travisato? Ci sono effettivamente alcune regole da seguire per evitarlo.

Post o commenti brevi efficaci
Proprio perchè sono "brevi" devono concentrarsi su un solo concetto, associato a un argomento attinente a quello che vogliamo affermare o informare, argomento sul quale ci aspettiamo i commenti e ci prepariamo a precisare e controbattere. Nelle precisazioni eventualmente estenderemo gli argomenti e le motivazioni, aggiungendo dati ed esempi. Non nel post o commento breve, altrimenti non rimane breve e soprattutto viene deviato o trevisato, perché:

  1. abbiamo messo un argomento rafforzativo che riteniamo scontato oppure divertente, ma su questo si concentreranno tutti i commenti, annullando il post o commento;
  2. siamo stati troppo affermativi, sentenziosi, abbiamo espresso il concetto senza argomenti, con parole che sembrano calate dall'alto di una qualche autorevolezza (anche se reale, raramente rispettata), su questo tono "arrogante" si concenteranno i commenti negativi, ignorando il concetto e annullando il post o commento;
  3. in un commento abbiamo inserito un riferimento personale, del tipo "tu sei tra quelli che sicuramente ..." senza però controllare chi è l'interlocutore, il risultato è che, il commento sarà annullato dalle risposte critiche sulla mancanza di educazione, arroganza ecc., a maggior ragione se l'interlocutore è un "personaggio social" o ha molti amici, in pratica una specie di squalifica senza entrare in campo;
  4. sempre riguardo al punto precedente (la cosidetta "netiquette") considerare sempre in base al contesto se usare il "tu" o il "lei"; il "tu" è lo standard sul web, ma non tutti lo sanno, e quindi ci si espone ai commenti stizziti del tipo "perchè mi dà del tu, ci conosciamo?";
  5. cercare sempre, inoltre, di presentare la propria affermazione in una forma che non appare arrogante o impositiva; usare il classico "a mio parere" o "io penso che" è la soluzione più semplice (ai tempi di internet si usava IMHO, In My Humble Opinion, ma nei social la platea si è allargata enormente e queste regole da iniziati si sono velocemente perse) ma anche banale (è evidente che esprimiamo il nostro parere, e di chi altri?), si può usare invece il classico "ma" ("è vero che quello che sostieni a volte accade, ma ...") o studiare in base al contesto una struttura della frase meno imperativa;
  6. è sempre fondamentale rileggere il post/commento per evitare refusi, errori, coniugazioni sbagliate ecc. (anche su questo si concentreranno i commenti negativi) nonchè la forma ed eventuali possibilità di fraintendimento; nella rilettura però ci potrebbero venire in mente contro-argomenti e quindi ci potrebbe venire voglia di premettere subito la precisazione o l'obiezione; sbagliato, saranno altrettante deviazioni, e il post/commento non sarà più breve, tenete pronti i contro-argomenti per quando serviranno.
Esempio
Un tipico post che vuole sostenere l'utilità del MES (sarebbe lo stesso se volesse sostenere il contrario), potrebbe essere "Non c'è motivo di non richiedere il MES, è un prestito a interessi zero e con ampia dilazione, nella vita reale lo accetteremmo a occhi chiusi". I commenti si concentreranno sulla convenienza a confronto con debito pubblico finanziato da BOT o BOT "patriottici" e sarà quindi sul tema. Ma, se cominciamo con "E' assurdo che ..."  è un incipit che insulta in qualche modo chi non è d'accordo (sta sostenendo qualcosa di "assurdo", è un ignorante o un idiota) e darà il via a commenti che tenderanno anch'essi all'insulto. Se poi fosse aggiunto un altro argomento del tipo "...è evidente quindi che solo sovranisti e populisti che vogliono in realtà uscire dalla UE e dall'Euro possono sostenerelo" i commenti si sposteranno sulla UE, sui suoi vantaggi e svantaggi, sul concetto di sovransimo ecc. e del MES non si parlerebbe più.

Troll e risposte aggressive
Tutto quanto sopra vale per le risposte di interlocutori di cui ci interessa il parere, anche per mettere alla prova i nostri argomenti, affinarli o scoprirne i punti deboli, da chiarire o argomentare meglio. Ma spesso, soprattutto su Twitter, possiamo incappare in troll o anche utenti veri che insultano, prendono in giro, ai quali quindi siamo tentati di rispondere per le rime, e avvelenano così il thread rendendolo ingestibile. Le difese possibili sono solo:

  1. i troll su Twitter hanno nickname e indirizzo anonimi, nel senso che non sono un nome e un cognome, la prima difesa quindi è l'attacco (ovviamente se voi usate nome e cognome): "non ti rispondo neanche perché ti nascondi come un vigliacco dietro a un nome finto, ecc."
  2. su FB i troll hanno per forza un nome e un cognome, ma può essere finto, basta controllare sul profilo, che di solito sarà semi-vuoto, per accertarsene e chiudere il thread con lui/lei nello stesso modo
  3. se il troll insiste si blocca senza perdere altro tempo, su Twitter dopo averlo segnalato come "comportamento offensivo" (dopo un po' di segnalazioni sarà chiuso l'account, lui ne aprirà subito un altro, ma almeno gli abbiamo dato un po' di fastidio)
  4. idem se è una persona vera, ma è uno sconosciuto, se è un conoscente o amico ovviamente sarà da valutare caso per caso
Con questi semplici accorgimenti accompagnati dalla solit regola (rileggere quello che abbiamo scritto con attenzione e mettendosi nei panni degli ipotetici interlocutori) potremo utilizzare in modo più eficace i social "testuali".



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